Torre costiera verso Punta Scorno


Un sentiero meraviglioso che si snoda tra i colori e gli intensi profumi della macchia mediterranea, accompagnato dal blu profondo del mare

Cala D'Arena

Questa bellissima spiaggia è una delle riserve integrali dell'isola, un luogo che non chiede nulla, se non di essere rispettato e ammirato

Torre del Castellaccio

Le torri costiere si stagliano nel magnifico scenario dell'Asinara, sono testimonianze di tempi lontani, in cui gli invasori potevano giungere via mare

La Storia dell'Asinara


Un'isola in lenta ma continua trasformazione

Introduzione

Benvenuti all'Asinara

L’Isola dell’Asinara, situata all’estremo nord-ovest della Sardegna, è uno dei luoghi più affascinanti e misteriosi del Mediterraneo. Per secoli è rimasta isolata, lontana dai grandi flussi della storia, diventando prima terra di passaggio, poi luogo di esclusione e infine simbolo di rinascita ambientale. Ripercorrere la storia dell’Asinara significa attraversare epoche molto diverse tra loro: dall’antichità al Medioevo, dalla funzione sanitaria a quella carceraria, fino alla nascita del Parco Nazionale dell’Asinara.

Introduzione

Le origini antiche dell’Isola dell’Asinara

L'Herculis Insula

Le prime tracce della presenza umana sull’Asinara risalgono all’età preistorica, come dimostrano ritrovamenti archeologici di utensili in pietra e resti di insediamenti primitivi. L’isola era probabilmente utilizzata in modo stagionale da popolazioni nuragiche e da navigatori antichi.
Durante l’epoca romana, l’Asinara acquisì un ruolo strategico nel Mediterraneo occidentale. Grazie alla sua posizione, veniva utilizzata come punto di approdo e di controllo delle rotte marittime tra la Sardegna, la Corsica e la penisola italiana. Il nome antico dell’isola, Herculis Insula o Asinaria, è citato in diverse fonti classiche.
Nonostante ciò, l’isola non sviluppò mai grandi centri abitati: la scarsità di acqua dolce e le difficili condizioni ambientali limitarono una colonizzazione stabile.

L’Asinara nel Medioevo: incursioni e abbandono

Gli anni dell'abbandono

Nel Medioevo, la storia dell’Asinara fu segnata dall’instabilità. L’isola divenne spesso bersaglio di incursioni piratesche, soprattutto da parte di pirati saraceni. A causa di queste minacce costanti, la popolazione locale preferì progressivamente abbandonare l’isola.
In questo periodo l’Asinara fu utilizzata in modo marginale, principalmente per la pastorizia e come rifugio temporaneo. Non si svilupparono mai veri villaggi stabili, e l’isola rimase in gran parte disabitata, aumentando la sua fama di luogo isolato e inospitale.

L’Asinara nel Medioevo: incursioni e abbandono

Dal Settecento all’Ottocento: l’Asinara e la funzione sanitaria

Il lazzaretto

Un momento chiave nella storia dell’Isola dell’Asinara arriva alla fine del XVIII secolo. Nel 1798, in seguito all’occupazione napoleonica della Corsica, circa 900 abitanti di origine ligure furono trasferiti forzatamente sull’isola. Questi fondarono piccoli nuclei abitativi come Cala d’Oliva e Cala Reale.
Tuttavia, la svolta più significativa avvenne nel 1885, quando lo Stato italiano decise di trasformare l’Asinara in stazione sanitaria marittima e lazzaretto. L’isola venne utilizzata per la quarantena di equipaggi e passeggeri sospettati di portare malattie infettive come il colera.
Per questo motivo, gli abitanti civili furono definitivamente allontanati. L’isolamento naturale dell’Asinara la rendeva perfetta per questo scopo, ma segnò anche l’inizio di una nuova fase: quella dell’isola come luogo di reclusione.

L’Asinara come colonia penale

Il penitenziario

Pochi anni dopo, l’isola assunse ufficialmente il ruolo di colonia penale agricola. I detenuti venivano impiegati nei lavori agricoli, nella pastorizia e nella manutenzione delle strutture. Questa funzione segnò profondamente l’identità dell’isola e ne condizionò lo sviluppo per oltre un secolo.
Nel corso del Novecento, l’Asinara divenne uno dei carceri più noti d’Italia, ospitando detenuti comuni ma anche prigionieri politici e militari. Durante la Prima guerra mondiale, vi furono internati migliaia di soldati austro-ungarici, molti dei quali morirono a causa delle dure condizioni di vita e delle malattie.

L’Asinara come colonia penale

Il supercarcere e gli anni più duri

L'Alcatraz italiana

Negli anni Settanta e Ottanta del Novecento, l’Asinara assunse una funzione ancora più delicata: divenne sede di un carcere di massima sicurezza. Qui furono detenuti importanti esponenti della criminalità organizzata e del terrorismo.
In questo periodo l’isola era completamente chiusa al pubblico, sorvegliata e inaccessibile. Paradossalmente, proprio questa condizione di isolamento totale contribuì alla conservazione straordinaria dell’ambiente naturale dell’Asinara, rimasto intatto mentre altre zone del Mediterraneo subivano un forte impatto umano.

La chiusura del carcere e la rinascita dell’isola

La rinascita della memoria

Il carcere dell’Asinara venne chiuso definitivamente nel 1997. Questo evento segnò una svolta storica fondamentale. Un anno dopo, nel 1998, fu istituito il Parco Nazionale dell’Asinara, con l’obiettivo di tutelare l’ecosistema terrestre e marino dell’isola.
Da luogo di esclusione e sofferenza, l’Asinara si trasformò in un simbolo di rinascita ambientale e culturale. Gli edifici carcerari furono progressivamente riconvertiti in musei, centri visita e strutture per la ricerca scientifica.

La chiusura del carcere e la rinascita dell’isola

Il Parco Nazionale dell’Asinara oggi

Il parco di tutti

Oggi l’Isola dell’Asinara è una delle aree protette più importanti d’Italia. Il parco tutela una biodiversità unica: macchia mediterranea, acque cristalline e numerose specie animali, tra cui il celebre asino bianco dell’Asinara, diventato simbolo dell’isola.
La visita è regolamentata per preservare l’equilibrio ambientale. È possibile esplorare l’isola attraverso itinerari guidati, percorsi in bicicletta o visite culturali che raccontano la storia dell’Asinara, dalle colonie penali agli anni del supercarcere.

Perché la storia dell’Asinara è unica

Una perla nel Mediterraneo

La storia dell’Isola dell’Asinara è unica perché racchiude in un territorio limitato secoli di trasformazioni radicali. Pochi luoghi in Italia hanno cambiato funzione così profondamente: da terra abitata a isola fantasma, da carcere duro a paradiso naturale protetto.
Conoscere la storia dell’Asinara significa comprendere come l’isolamento, spesso visto come una condanna, possa diventare una risorsa. Oggi l’isola rappresenta un esempio virtuoso di tutela ambientale e recupero della memoria storica.

Perché la storia dell’Asinara è unica

Conclusione

L'Asinara siamo noi

L’Asinara non è solo una meta turistica di grande bellezza, ma un luogo carico di significati storici, sociali e ambientali. La sua storia, segnata da dolore, isolamento e rinascita, continua a parlare al presente, ricordandoci l’importanza della memoria e del rispetto per il territorio.
Chi visita oggi l’Isola dell’Asinara non scopre solo spiagge incontaminate, ma entra in contatto con una delle pagine più intense e affascinanti della storia italiana.

Trasferimenti in catamarano per i gruppi

Una splendida giornata in catamarano

Durante il soggiorno sull'isola raggiungeremo Cala d'Oliva via mare. Scopriremo così tutta la fascia costiera dell'Asinara

Dopo aver pranzato a bordo ci dirigeremo verso il nord dell'isola raggiungendo l'ostello

Gli asinelli bianchi dell'Asinara

Gli Asinelli bianchi

Sono il simbolo dell'Asinara, spesso ci faranno compagnia camminando con noi.

Il nome dell'isolata deriva invece dalla parola 'sinuraria', termine con cui i romani definivano la frastagliata fascia costiera

Itinerari di cicloturismo all'Asinara

Un'isola da scoprire

L’Asinara è una tappa obbligata per gli amanti della bici: offre numerosi itinerari di diversa difficoltà, ideali per i più esperti o meno.

Grazie alle e-bike, anche i percorsi più impegnativi diventano accessibili, permettendo di godere di panorami spettacolari.